Allegri prima di Milan-Lecce: le notizie dalla conferenza
Allegri prima di Milan-Lecce: le notizie dalla conferenza
Vigilia di Milan-Lecce e conferenza stampa ricca di spunti per Massimiliano Allegri, che mette subito al centro una parola: continuità. Dopo la vittoria contro il Como, che ha dato un segnale importante, il tecnico rossonero non vuole passi indietro. Il concetto è semplice: il risultato di Como va “capitalizzato”, perché altrimenti “va a cadere ciò che è stato fatto”.
Allegri parte dall’analisi dell’avversario, togliendo subito l’etichetta di partita comoda. Il Lecce, sottolinea, arriva da “due ottime prestazioni”: contro il Parma era in vantaggio, e contro l’Inter ha fatto una gara “molto buona”, soffrendo “il giusto” e “non soffrendo tantissimo”. Segnale di squadra in condizione e fisicamente pronta, da affrontare con attenzione e rispetto.
Poi il punto chiave: San Siro. Allegri evidenzia che nelle ultime tre partite casalinghe il Milan ha raccolto “2 pareggi e una vittoria”, e per una squadra che vuole stare agganciata al treno Champions non può bastare. “Dobbiamo tornare a vincere in casa”, anche perché – ricorda – i rossoneri non rientreranno a San Siro fino al 22 febbraio. La partita col Lecce, quindi, diventa un passaggio pesante per classifica e gestione del momento.
Capitolo condizioni e rotazioni: il bollettino medico dice che Pavlovic “difficilmente sarà della partita”, perché fino a ieri non poteva colpire di testa. Gimenez è “ancora fuori”. Per il resto, la rosa è “più o meno” a posto, ma Allegri avverte: “domani ci saranno dei cambi”, perché è la quarta partita in due settimane e la tenuta fisica sarà determinante.
Sul campo, la gestione degli uomini passa anche da chi sta meglio. Allegri ammette di non aver ancora deciso il turnover: “non so neanche io quali sono”, prima vuole vedere la squadra e capire chi ha recuperato e chi è davvero al top. In questo quadro rientra anche Leao: decisivo a Como, ma non al 100%. Il tecnico spiega che ha un fastidio all’adduttore e che, appena passerà, “potrà e dovrà fare molto meglio”. E sul potenziale del portoghese è netto: “Dove arriverà dipende da lui”, perché a quasi 27 anni “è la normalità” che un giocatore così debba essere decisivo.
Tra i più citati c’è anche Fullkrug: Allegri lo definisce importante per mentalità e disponibilità, ricordando che è arrivato e ha voluto esserci nonostante “mezzo dito infrazionato”. “Giocatori così trascinano anche gli altri nei momenti di difficoltà”: messaggio chiaro allo spogliatoio.
In conferenza si parla anche di Maignan: Allegri non entra nella classifica dei migliori al mondo, ma lo considera fondamentale come capitano e internazionale, notando che le sue parate sono “una normalità” e questo “vuol dire che è un livello molto alto”. Su Fofana, invece, premia l’atteggiamento: “si mette a disposizione” ed è ciò che conta nei momenti meno brillanti.
Infine, la risposta alle polemiche sulla “fortuna”: Allegri riconosce che la fortuna esiste, ma respinge l’etichetta come “mancanza di rispetto” verso chi lavora al Milan. L’orizzonte resta quello dichiarato più volte: l’obiettivo prioritario è “entrare nelle prime quattro” e tornare in Champions, anche quando il gioco non è perfetto. Milan-Lecce, per Allegri, non è una formalità: è un test di maturità.