Lazio, disastro Coppa Italia: il Mantova elimina Gattuso all'esordio
Comincia con un incubo l'era di Gennaro Gattuso sulla panchina della Lazio. All'Olimpico, davanti a poco più di 4mila spettatori, i biancocelesti crollano 2-0 contro il Mantova e vengono eliminati ai trentaduesimi di finale di Coppa Italia, salutando la competizione già nella gara d'esordio, appena tre mesi dopo aver disputato la finale della scorsa edizione.
La partita si apre con un'illusione di dominio biancoceleste: nei primi cinque minuti Dele-Bashiru colpisce il palo con una conclusione deviata, sulla ribattuta Dia calcia clamorosamente addosso al portiere Bardi, e pochi istanti dopo anche Cancellieri spara alto da buona posizione dopo un'imbucata invitante. Dopo questa fiammata iniziale, però, la Lazio si spegne e il Mantova prende progressivamente campo, arrivando più volte a spaventare Mandas, autore comunque di una bella parata su Ilie nel finale di primo tempo. Nella ripresa il copione non cambia: sono i lombardi a tenere il pallone e a dettare i ritmi, nonostante l'ingresso di Frattesi (all'esordio in maglia biancoceleste) e di Ratkov. Al 75' arriva la beffa: Bragantini pesca con un cross di esterno Ruocco, che si infila tra Doekhi e Marusic e porta in vantaggio il Mantova. La Lazio prova il forcing finale ma le occasioni sono pochissime: Taylor si divora una clamorosa chance nel finale calciando tra le braccia di Bardi, mentre Zaccagni non trova la porta di testa in pieno recupero. Nell'ultima azione del match, con Mandas salito in area su un corner a favore, il Mantova riparte in contropiede e Cajazzo, servito ancora da Bragantini, deposita a porta vuota il gol che chiude i conti sul 2-0, nonostante un iniziale dubbio per un possibile fuorigioco poi ritenuto regolare.
Le pagelle della critica sono impietose per diversi big biancocelesti. Cancellieri, tra i peggiori, si è divorato almeno due occasioni nitide: prima calciando altissimo a tu per tu con Bardi dopo un assist di Zaccagni, poi accartocciandosi di testa senza trovare lo specchio su un cross di Dele-Bashiru; sua anche l'immagine simbolo della serata, con un gol clamoroso sbagliato a porta vuota dopo una sponda di Marusic. Male anche Doekhi, tra i responsabili del gol di Ruocco insieme a Marusic, e Mandas, definito un "incubo con la palla tra i piedi" per la gestione del pallone in fase di impostazione, salvo alcune buone parate. Pedraza ha faticato soprattutto in fase difensiva, mentre Zaccagni è stato positivo solo nel primo tempo per poi spegnersi completamente nella ripresa. Il migliore in campo, secondo le pagelle, è stato Dele-Bashiru, il più pericoloso e propositivo dei suoi, autore del palo iniziale e di un tiro dalla distanza respinto da Bardi.
Nel finale di primo tempo era arrivato anche un episodio arbitrale controverso: un presunto contatto in area tra Cancellieri e Benaissa, giudicato regolare dal direttore di gara Mucera senza che il Var intervenisse, episodio su cui restano dubbi. Tra i cartellini gialli, da segnalare quello a Rovella, ammonito già nel primo tempo e graziato in almeno un'altra occasione per una netta simulazione.
Gattuso, alla sua prima uscita ufficiale sulla panchina biancoceleste, non si è nascosto ai microfoni di Mediaset: "È una batosta, ci metto la faccia perché è giusto così, ma adesso zitti e pedalare. Ci assumiamo le responsabilità. Sapevamo che avevamo tanto lavoro da fare. Bisogna chiedere scusa perché questa squadra tre mesi fa ha giocato una finale, e noi siamo usciti con una squadra di B. Sono vicino a questi ragazzi, ce la stanno mettendo tutta, si va avanti". Il tecnico calabrese ha poi analizzato la prestazione: "È vero che abbiamo avuto delle occasioni, ma nel primo tempo abbiamo fatto le cose a metà: ci hanno fatto correre all'indietro, non riuscivamo mai a essere aggressivi, abbiamo dato troppo campo. Preferisco che i giocatori abbiano le occasioni e le sbaglino, significa che stiamo facendo le cose bene". Alla domanda sulla necessità di intervenire sul mercato, soprattutto in difesa e in attacco, Gattuso ha glissato: "Oggi non si parla di mercato, oggi c'erano i giocatori in campo, si parla di chi scende in campo. È troppo facile dire che manca questo o quell'altro. Oggi ci mettiamo la faccia, ci prendiamo la responsabilità e poi vedremo cosa riusciremo a fare in questi giorni". Sul gruppo squadra ha aggiunto: "Lavorano bene, hanno voglia di lavorare. Abbiamo cambiato tanto rispetto all'anno scorso, quando c'era un maestro del 4-3-3 e si giocava di reparto. Sono quaranta giorni che stiamo lavorando, in questo tempo difficilmente si possono assimilare tutti i concetti. Questa sera è un boccone amaro, un bel cazzotto in faccia che abbiamo sentito, ma speriamo di lavorare con tranquillità. Sappiamo che fuori non sono contenti e speriamo di cambiare anche questa dinamica".
Sul fronte delle assenze, la Lazio si è presentata priva di Cataldi, Isaksen, Patric, Nuno Tavares e Romagnoli. Su quest'ultimo la società ha fatto sapere che l'assenza sarebbe legata a un affaticamento fisico accusato negli ultimi giorni e non a questioni di mercato, anche se il difensore risulta da tempo in uscita dopo che l'affare con l'Al Sadd è sfumato più volte. Su Romagnoli, secondo quanto riportato, ci sarebbe anche l'interesse dell'Atalanta di Sarri.
Dall'altra parte del campo, grande soddisfazione per l'allenatore del Mantova Francesco Modesto, che ai microfoni di Mediaset ha commentato: "I ragazzi lavorano duro, giocare contro la Lazio ti mette in difficoltà, siamo stati bravi nel soffrire. Loro hanno avuto palle gol, mi è piaciuto il nostro spirito. Bello per tutta la nostra gente, ma il nostro campionato inizia sabato e dobbiamo rimanere umili e lavorare". In conferenza stampa Modesto ha poi aggiunto qualche dettaglio in più sulla gara: "Ci sono state difficoltà, hanno avuto tante situazioni per segnarci ma mi è piaciuto lo spirito della squadra. Ci siamo guadagnati bene il passaggio del turno. Ho dovuto impiegare ragazzi fuori ruolo, perché i due assenti hanno infortuni lunghi, ma nell'esigenza l'allenatore deve capire chi può farlo e chi no". Modesto ha voluto anche sottolineare la stima per l'avversario: "Stimo Gattuso come allenatore e come persona, siamo entrambi calabresi, ha fatto la storia del calcio e continua a farla da allenatore preparato. Non ci vedevamo da tanto, ci siamo salutati. Ma la verità è che gli episodi condizionano le partite: se rigiochiamo la gara, vince sempre la Lazio, che ha avuto occasioni. Noi siamo stati bravi a sfruttare le nostre".
Anche l'ex calciatore Christian Panucci, ospite negli studi Mediaset, ha commentato l'eliminazione: "La Lazio ha avuto la possibilità di sbloccarla, ma è stata castigata. Ha fatto fatica, il Mantova si è difeso bene ma le occasioni le ha avute. Dispiace perché la Lazio era finalista, ma merito alla serietà del Mantova. Brutta batosta per la Lazio".
L'eliminazione assume un peso storico non da poco per il club biancoceleste. Dalla stagione 2007/08, infatti, la Lazio aveva sempre raggiunto almeno i quarti di finale di Coppa Italia, con la sola eccezione della stagione 2010/11, quando si fermò agli ottavi. Escludendo le annate in cui il format della competizione prevedeva una fase a gironi iniziale, i biancocelesti non venivano eliminati così precocemente dalla coppa nazionale addirittura dalla stagione 1964/65, quando la Lazio uscì al lancio della monetina nel turno di qualificazione contro il Napoli dopo uno 0-0 sul campo (l'anno precedente, nel 1963/64, la squadra di Juan Carlos Lorenzo aveva fatto ancora peggio, uscendo al primo turno contro il Cagliari). L'ultima eliminazione alla primissima gara giocata nella competizione risaliva invece alla stagione 1993/94, quando la Lazio di Zoff fu eliminata dall'Avellino perdendo 2-0 tra andata e ritorno.
Una serata da dimenticare, dunque, che complica ulteriormente un'estate biancoceleste già segnata da difficoltà di mercato e che lascia in eredità più di un interrogativo in vista dell'esordio in campionato, con Gattuso chiamato a un lavoro di ricostruzione tecnica e mentale in tempi strettissimi.